Sotto la pioggia fitta,
in un angolo della città,
esiste un luogo
dove si può vegetare,
dove ciò che non fà ombra
diventa il piatto del giorno.
Ancor più fitte
le parole, che gocciolano satira,
freddure ed ironia.
Oltre il viale,
c'è la mia auto in sosta,
spazzata dai nubifragi.
Confluendo verso essa,
osservo che,
la Poesia decade,
come foglie d'autunno,
lasciando spazio
alla prosa,
che poco a poco
tutto avvolge
nel suo avvolgibile.
Lì, dove
un mesto topolino
cerca il suo riparo.
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