Un viaggio, Berlino. Novembre, Berlino. La morsa polare guida la nostra visita, un hotel del fiume Sprea, accoglie i viaggiatori. Nella città dei monumenti eretti ai dei moderni La fatiscenza diventa arte. Le strade poco illuminate svelano quanto basta, il buio racchiude in sè una fervente vita artistica, le note jazz attraversano i muri, i vicoli penetrando fino al cuore pulsante della glaciale Berlino. La città del muro, ormai divenuto souvenir, si circondata di storia, trasformandola in monito, mutandola radicalmente in una giovane città europea, nella quale degli uomini pazzi ne sfidano il gelo. Crolla a distanza di anni anche il muro dei pensieri delle mie emozioni, dei miei colori. Qualcuno disse: La bellezza ci salverà. La bellezza dei colori berlinesi ci ha indicato il cammino verso la redenzione. “persone piccole, che vivono in posti piccoli, che fanno cose piccolissime, sono in grado di cambiare il mondo.” Frase scritta sul muro di Berlino.
L’ingresso nel mondo del lavoro è piastrellato di fregature.
Dopo aver sudate le fantomatiche sette camicie per ottenere uno straccio di laurea, si è finalmente pronti ad affrontare la realtà a volto scoperto.
Peccato che la realtà si diverta a complicarti le cose.
Facciamo finta di essere un laureato di economia, e altrettanto finta che dopo qualche anno dalla laurea, tra stage e contratti mensili, vai finalmente a lavorare in banca come cassiere, e con un contratto niente di meno che di 4 mesi.
Le banche specie quelle italiane hanno l’annoso difetto di assumere “usa e getta”, ti sfruttano per mesi se necessario e in nome di chissà quale legge ti rimandano a casa, ovviamente dopo averti invaso la testa di fittizie promesse. Ma biasimare il sistema bancario è senza dubbio utile, eppure visto la direzione governativa italiana ci viene in mente di pensare che il problema va trovato alla radice.
La vera colpa di tutto secondo il mio modesto parere va ritrovato in quelle fabbriche di lavoro temporaneo che annientano completamente la dignità delle persone, dove vige la famosa frase “ o questo o nulla”, e tante volte si è costretti ad accettare lavori più o meno umilianti per pochi mesi, o addirittura pochi giorni. Sto parlando ovviamente delle agenzie interinali.
Hanno distrutto completamente il fragile equilibrio del mercato del lavoro, e la speranza di chiunque.
A parte poi dover svolgere un lavoro in cui si è troppo qualificati, si devono sopportare anche le angherie dei propri responsabili. Chiariamo che esistono vari tipi di vessazioni più o meno subdole.
C’è colui che direttamente ti schernisce e offende a qualsiasi errore, o tentativo di effettuare un operazione in cui serva apertamente il suo aiuto.
Altri invece agiscono nell’ombra, sono i peggiori perché ti affidano i compiti più ingrati dei quali per contratto non dovresti svolgere. Per lo più lo si fa per esigenze lavorative e per riuscire ad ottenere un buon giudizio per una riconferma all’inferno.
La verità è che a loro non interessa molto la tua storia, loro si divertono a correre su è giù con il passo dirigenziale con una nuvola di persone intorno. A loro piace l’esibizionismo, il piacere dell’evidenza dell’errore altrui in maniera plateale, sono attori, artisti, buffoni e criminali.
A volte, per necessità si china il capo, a volte per necessità li si affronta a viso aperto.
Ma non voglio spaventarvi, ossia certo non sono persone gentili ma non dei mostri, essi vivono in funzione di qualcosa che mi sfugge, nell’essere ambiziosi nel peggiore dei modi.
Eppure c’era un tempo in cui la mia disoccupazione procedeva alla grande, ero il n. 1 poi purtroppo è arrivata la mini ondata occupazionale precaria che mi ha costretto a tornare a lavoro invece di bighellonare allegramente per le strade.
Esperienze più o meno strane si fanno sul posto di lavoro, tipo la pausa, si va dal momento relax che dura dai 4 ai 7 secondi, al il sacrosanto caffè di mezza mattinata bevuto tutto d’un fiato con le papille gustative ormai cancellate.
Eccomi ora in un ufficio a scrivere le mie sventure durante orari lavorativi, non pensate che sono un perdigiorno, al contrario, mentre sto scrivendo ho già risolto tre casi annosi.
Carissimi! a grande richiesta pubblicheremo la classifica API, dove illustreremo tutto le situazioni "calde" che sono accadute ai suoi "membri", amici o conoscenti. Pertanto non verrano divulgati nomi o persone, ma sappiate sono veritiere. ps per i non addetti ai lavori "Maniata" si intende "situazione sessuale che ad un certo punto dello svolgimento ha avuto un risvolto quasi comico/ironico"
Ecco la classifica, con nome categoria, frase chiave e spiegazione ermetica.
Top ofManiata 2009/2010
1)1) Premio a “ma cosa stai facendo?” storie di maniate autoassistite
2) 2) Premio a “bicchieri di cristalli dell’IKEA”, per una maniata di classe
3)3) Premio a “ma allora ordinate o no?”, storie di maniate in pub
Menzione giuria "Speciale Maniata” a ”non dovevamo nemmeno parlare”, storie di maniata e schiavitù
Altri premi in palio, per le categorie:
Waiting for Maniata : “ragazzi ci vediamo alle 11 precise” storie di gente che lascia gli amici in attesa nel cuore della notte
Maniata No look "Sta birra è come l'acqua uliveto!ier dom è!" impercettibili maniate dialettali sotto il tavolo di un pub
Maniata on the road "Fermati o ci ammazziamo!" rischiosa maniata autostradale con interessante epilogo in piazzolla di sosta
Maniata by night "Ad un certo punto non ci ho visto più!" storie maniate avvantaggiate dal black out
Maniata on boarding "Fra poco decollo anch'io!" maniate ad alte quote
Dreaming Maniata "Falla sognare!" arrapamenti notturni con varizioni a tema
Maniata "bobit" - "Me lo stava staccando!" storie di maniate violente
Maniate incocludenti - "C'ho messo tempo a riscaldarmi!" storie di nostalgiche maniate
Miglior Maniata mancata - Categoria speciale
On train "si era alzata anche la gonna!" maniata mancata per scupoli morali seppur supportate dal tifo amico
Poche luci affollano la notte, fredda e primitiva. Rari e glaciali momenti Intersecano il mio cammino. C’era una volta un luogo immerso nella notte, dove potevi incontrare Il divin poeta vaneggiare, signore di una certa età pronte a vendere barlumi di nebbia, e bicchieri di rum dal sapore dolce e vermiglio. Nel suo ventre, le parole sembrano spegnersi all’improvviso, la mia mente si scuote, diventa un bicchiere fatto a pezzi, disperdendo frammenti di vita nell’ oscurità. Ma sono solo piccole leggende metropolitane.
Ogni inizio anno inizia con una classifica di qualcosa.
Vorrei illustrare una sorta di top ten beat, assolutamente personale e senza alcun senso.
Questa classifica si basa su situazioni, luoghi, viaggi e curiosità.
Ecco la top:
1) La metropolitana più economica mai incontrata finora: Bruxelles. Scendi le scale e prendi la metro, facile, non esistono tornelli o porte di vetro, solo 4 passi dalle scale all’imbocco. Il biglietto è un optional.
La peggiore? Parigi, vi sconsiglio di entrare senza 6 biglietti in regola, altrimenti rischiate 2 giorni alla gendarmerie, ma questo non è niente, il peggio è che rischiate di finire in cella con gente che fà domande in francese. Ho i brividi alla schiena.
2) La miglior compagnia aerea su cui ho mai viaggiato: Qualsiasi tranne Ryanair, è come viaggiare su un autobus su una strada pavimentata da sampietrini. Ogni volta che parla il capitano, una cappa di gelo scende sui passeggeri, ad ogni atterraggio riuscito, si sente l’equipaggio tirare il fiato. Però i bagni sono simpatici.
3) La miglior Colazione di sempre: dipende. Se amate dolci, allora il belgio fa per voi, se volete emozioni forti, l’autogrill sulla strada per Saragozza, fa per voi. Un panino in un ritrovo da camionisti, con peperoni, pomodoro e una specie di carne, vi rimetterà al mondo.
4) Il miglior pranzo: Cozze e patatine a Bruges. Salmone gradinato a Barcellona. Spaghetti alla carbonara ad Atene. Avete solo l’imbarazzo della scelta.
5) Il miglior Clima europeo: Barcellona in primavera. L’ideale per fare danza e arti marziali nel bel mezzo della città.
6) La birra più buona che arriva prima a bersaglio: Forse la Calfort. Non ricordo il suo sapore, ma di sicuro vi elimina il calcare.
7) La vita notturna più dissoluta: Pigalle. Entra e non te ne pentirai.Se volete qualcosa di più hot provato a dormire sotto un fudò.
8) L’albergo migliore ed economico allo stesso tempo: Bè quello peggiore è sulle isole greche, quello migliore è a Montmatre. Ma solo internamente, al di fuori è gotico.
9) La miglior sbronza: Dovunque riuscite a parlare spagnolo con uno sconosciuto alla fermata del bus notturno chiedendogli in che città ci troviamo, oppure sei disteso per terra fuori un pub e gli altri che sono intorno continuano a conversare tra di loro, allora fatti i complimenti peggio non potresti stare.
10) La pipi più complicata? Quando nel cuore della notte, mentre sei in campeggio sui pirenei, vestito in costume, con 0 gradi fuori la tenda. Sono le 5 di mattina e vorresti cercare di raggiungere il bagno del campeggio ma appena messo un piede nell’oscurità calpesti un rospo e voli giù dalla collina... Ritrovandoti a rotolare nudo dalla collina sull’erba umida, in quel preciso momento pensi: ma perché scelgo sempre il posto della tenda peggiore?e che diavolo ci fà un rospo sui pirenei?
Se volete, mandateci la vostra. La pubblicheremo, forse.