domenica 27 dicembre 2009

2010 beats!


Alla lunga uno potrebbe stancarsi. Alla lunga diventerebbe una noia mortale. Ma di cosa stiamo parlando? Della cicogna, della vita, della famiglia di fronte casa.

Dopo un anno frammentato dal precariato e dall'intermittenza della mia lampadina vorrei fare qualche riflessione.

Sulle feste per esempio, esse sono nel pieno del loro vigore, racchiuse in una bolla di sapone, treni che non arrivano mai, auto sempre in coda, corse per gli ultimi acquisti natalizi. Forse mi sbaglierò, ma ho visto babbo natale in fila per chiedere la disoccupazione, se fossi lui lo capirei, stressato com'è, non riesce ad arrivare a fine mese. Questo perchè ha un contratto dove c'è poco da stare allegri, lavora solo una volta l'anno!

Meno male la befana fà qualche straordinario il 6 gennaio, ma tutto non basta..

Forse potremmo fare un altro natale a ridosso di giugno per anticipare le vacanze, cosi da permettergli di andare in ferie, anche se con l'approvazione della nuova finanziaria approfittando dello scudo fiscale, potrebbe ritirarsi in un paradiso fiscale per sempre. Detassare le strenne, questa è la svolta.

A proposito di regali, sapete qual era il mio regalo più grande? vedere un treno arrivare puntuale, ma ciò non è stato. Pazienza.

Vorrei solo pensare che il nuovo anno non segua il programma delle ferrovie e che soprattutto non coincida con l’ultimo giorno dell’anno.

Un Buon anno a tutti precari del mondo compreso babbo natale.

mercoledì 16 dicembre 2009

La Belgique


from Charleoi.
To Bruxelles,
In Bruges.
Immersi nella morsa del freddo,
il weekend belga è quasi surreale,
come una favola che racchiude visioni,
persone,
atmosfere.
Un turista che riposa lungo la strada dei pub,
qualcuno che osserva la vita seduto sul tetto a punta,
altri mangiano le frit seguiti da escargos fumanti.
Nel cuore delle fiandre scorre un treno,
stancamente costeggia la strade,
costellate
Da mulini a vento,
laghi artificiali,
ed imponenti edifici gotici.
Lì nel bel mezzo dell’Europa,
tutto accade,
è tutto, impercettibilmente,
và alla ricerca dell’Idea
comune.

mercoledì 2 dicembre 2009

Il fascino della partita sotto la pioggia.

Tutto inizia col fregarsene delle previsioni del tempo.

Arriva una richiesta di una normale partita di calcio, ma non lo è. All’inizio di una giornata piovosa fino al minuto prima di giocare c’è il rimbalzo della domanda fatidica: ma si giocherà o no?.

Dubbi che svaniscono non appena si calca il campo da gioco. La pioggia incessante copre il campo, ognuno veste come può per coprirsi almeno inizialmente dallo scroscio d’acqua che diventa protagonista della partita.

Dopo il calcio di inizio quasi per magia tutto scompare, la pioggia diventa una sensazione strana, ti riporta alla mente un intreccio di ricordi, tempi in cui la pioggia era amica. L’inverno nella sua forma liquida, ti attrae, ad ogni azione sembra rivivere epocali partite disputate sotto la pioggia, o grandi giocate di campioni che sotto diluvi facevano impazzire la folla.

Semplicemente il fascino della pioggia si nasconde sui volti delle persone, l’acqua lava via il sudore, fa scivolare via i pensieri, ti trasporta al presente, dove esiste l’attimo, il contorno sbiadisce e tutto diventa quasi irreale.

Dalle prime battute sai che non sarà facile, si deve correre il doppio, l’equilibrio gioca un ruolo fondamentale, il terreno cede ad ogni tuo passo, il pallone viscido schizza via ad ogni rimbalzo, cercare di stopparlo diventa un’impresa, ma quando si inventa una traiettoria impazzita il pallone schizza per tre volte sulla traversa, allora capisci che non è una partita normale.

Nel suo svolgimento, il fisico diventa più importante della la tecnica, e quando improvvisamente in una volata palla al piede e nonostante il campo e la carica avversaria riesci a colpire a rete, scivolare sulle pozzanghere sembra quasi una liberazione.

Alla fine delle ostilità, stanchi dalla fatica, coperti di pioggia e fango come in una partita di rugby, c’è un clima di strana euforia, perché si è convinti che è stata una partita carica di sensazioni, intensa ed umida fino al midollo.

Diciamocela una volta per tutte giocare sotto la pioggia è un’altra cosa.

sabato 21 novembre 2009

night inside

dentro un bicchiere
si esprimono piccole opinioni,
ed annose riflessioni.
Dentro un bicchiere
si invoca la razionalità,
si cercano le domande,
e si ignorano le risposte.
dentro un bicchiere
si chiede perdono.
Al suo interno si
nasconde la notte,
i sogni più sconci,
le proposte più azzardate.
Uscirne può essere
pericoloso,
ritrovarsi all'esterno
comporta dover pensare,
respirare,
ascoltare il tempo
scorrere.
nel suo ventre
invece,
solo per qualche
istante
la follia
prende
vita.

martedì 3 novembre 2009

riflessioni da sogno

la cosa peggiore che può capitare ad un sogno è che si realizzi.
Voglio che i miei finiscano in mille pezzi, per poi far vagare i loro frammenti nel mondo.
Voglio che qualcuno cammini per strada ed inciampi in un mio pezzo di sogno, e dica: Ehii! Ma quello lo conosco! é il sogno di quel tipo che voleva diventare un astronauta!
Ma con tutti i sogni che uno fà nell'arco della sua vita, ci saranno miliardi di piccoli frammenti in giro,
spazzati dal vento, fino a diventare polvere, polvere di sogno.
Qualcuno ha detto che siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Forse è vero.
Siamo il risultato di milioni di sogni infranti.
Tutto è il sogno vuoto dell'universo.
saluti zen.

sabato 31 ottobre 2009

Bon voyage!

Qualche giorno fa ho vissuto sulla mia pelle l'emblema forse più squallido e degradante del pendolarismo a media e lunga distanza. Un viaggio che farebbe estinguere gli impulsi migratori dell'essere umano.
I presupposti di quest'esperienza da brividi sono nella scelta, questa tutta mia, di partire alle otto del mattino (sto ancora cercando una spiegazione razionale a questa infelice decisione). Il che vuol dire doversi alzare, minuti più minuti meno, alle sei di mattina.
Poco male, si può rimediare dedicando le sei ore di viaggio ad una seconda tranche di sonno notturno.
Fregato. Il programma d'intrattenimento della compagnia di viaggio (per gli affezionati, la mitica Simet) prevede la proiezione di ben due film scelti e selezionati con cura per anestetizzare gli encefali sottosviluppati di stupide ragazzine e vecchietti rincoglioniti.
Premetto che sono già stato diverse volte vittima dei festival cinematografici della Simet: quando fui costretto, ad esempio, per la prima volta a vedere Titanic, dopo aver resistito per sette lunghi anni; o quando assistetti attonito, in un solo vaggio, alla proiezione di Olè e Natale da qualche parte (genere di film che aborro!).
Sarà stata una mia predisposizione negativa ma questa volta non è andata meglio. Ho visto scorrere sul maledetto schermo le immagini di due film che incarnano perfettamente alcuni dei più famosi e popolari luoghi comuni su uomini e donne. Abominevoli. Banali. Cristo.
Prima proiezione: The truth about cats & dogs. Una deficiente, speaker in un programma radiofonico sugli animali, che vive con un gatto perchè non ha le palle di avere una relazione con un uomo, per una serie di coincidenze viene invitata ad un appuntamento da uno pseudofotografo che chiama alla sua trasmissione. La deficiente non ha il coraggio di andare all'appuntamento e manda una conoscente molto più figa di lei per la quale il tipo, ovviamente, inizia ad avere più di un'erezione. Quando quest'ultimo scopre tutto, prima manda a quel paese entrambe, poi torna sui propri passi e dichiara di aver sempre amato la deficiente per quello che è, perchè non conta l'aspetto esteriore. Primo conato di vomito.
Seconda proiezione: Nine months. Coppia perfetta, vita perfetta. Ma dalla sera alla mattina lei sente che vuole avere un figlio, sposarsi e mettere su una famiglia. Il caso vuole che lei resti incinta. Lui è terrorizzato e ancora impreparato a questo cambiamento. Lei lo lascia. Lui improvvisamente supera la paura e scopre dentro se stesso la gioia di diventare padre, torna da lei e viene perdonato. E vissero felici e contenti. Secondo conato di vomito.
Ad aggiungere felicità e buonumore al viaggio, è stata poi una simpatica vecchietta (proveniente da chissà dove) salita sul barcone durante la sosta. Avete presente la classica vecchia "bizzoca" ignorante, rompicoglioni e arrogante che è possibile incontrare alle poste o in ospedale o ancora in chiesa? Eccola avvicinarsi col suo grasso passo, salire pesante i gradini del pullman ed esordire, ovviamente gridando: "Io e mio marito abbiamo prenotato i primi posti perchè il pullman ci fa male e dobbiamo stare qui, abbiamo pagato per questi posti e non partiamo se non ci mettiamo qui!". Ok, qualcuno prenda un oggetto tagliente e la sgozzi qui, davanti ai miei occhi.
L'empasse è stata superata grazie all'intervento di una suora (giunta anch'essa durante la sosta) che, dopo aver salutato i viaggiatori con fare "papale", come se conoscesse tutti personalmente, ha convinto la vecchia megera ad occupare l'unico posto libero tra i primi due e ha mandato l'insignificante marito (non ha proferito parola ed è sempre rimasto a distanza di due metri dalle grasse chiappe della padrona) in fondo al pullman.
Ma perchè non prolungare un viaggio così piacevole, invece di farlo durare solo sei ore?
E così l'autista, giunto all'ennesimo cantiere della Sa-Rc, ha ben pensato di scegliere il più veloce percorso alternativo.
Per chi non la conoscesse, la SP 19 delle Calabrie è una semplice provinciale che da Battipaglia termina a Catanzaro e che presenta una curva stretta ogni 10 metri.
Cosa succede se su una arteria del genere si convogliano tutti i mezzi pesanti del mezzogiorno?
Nel migliore dei casi le ore di viaggio da sei diventano sette.
Provate ad immaginare tre ore e mezza di viaggio con una vecchia rugosa rompipalle seduta davanti a voi.
Perchè ovviamente la bavosa megera continua ad allietare il viaggio a tutti i passeggeri.
Ad esempio quando, impegnata a conversare (il che vuol dire infastidire) con la vecchietta che le sta accanto (e se una vecchia infastidisce un'altra vecchia vuol dire che è proprio una rompicoglioni!), intima all'autista di abbassare l'audio del film...perchè tanto nessuno lo sta guardando!
.........................
Avrei fatto volentieri a meno di vedere quei film e premetto che non mi piace bestemmiare.
Ma cristo! Quel vecchio sacco rugoso siede al primo posto, non si volta indietro neanche mezza volta e osa dire che nessuno sta guardando il film!
Inutile dire che a quel punto ha iniziato a correre per tutto il pullman una "ola" di bestemmie masticate.
Come d'obbligo in tutti i viaggi in pullman degni di questo nome la temperature variava costantemente tra i cinque ed i venticinque gradi.
Perchè se la vecchia lardosa, infuocata da un tardivo strascico di menopausa, continuava ad intimare con tono arrogante all'autista di "abbassare l'aria", la sua collega ultraottantenne dalla temperatura cadaverica dopo circa cinque minuti chiedeva invece, a scapito della propria vita, di riportare l'atmosfera su un valore più tropicale.
Dopo questa lettura, se siete giunti fin qui, capirete che avevo un immenso bisogno di sfogarmi con qualcuno. E proverete compassione e pena nei miei confronti. E pregherete che il mio viaggio di ritorno, tra una settimana, non sarà lo stesso.
E forse non viaggerete più in vita vostra. O quantomeno chiederete all'agenzia di mostrarvi i documenti d'identità degli altri passeggeri.

sabato 24 ottobre 2009

Serata Californication

Una serata Californication d.o.c. dovrebbe iniziare sempre con un "Prova prova pompino...sa sa succhia".
Passando per tutte le posizioni del Kamasutra.
E strofinare la pelle dei gioielli tra pollice e indice?
E come toccare il seno di una donna?
Sarei potuta uscire col reggiseno.
Ma anche no.
E l'amore è egoismo.
Ma "in qualche modo ti amo".
Balla col parcheggiatore mezzo nudo e ubriaco sotto la pioggia.
Ti saluterò con un bacio sulle labbra.
Abbiamo tutti voglia di scopare.
Se non ce l'hai, ti viene.
E magari venire.

giovedì 22 ottobre 2009

perle di saggezza

"Durante il mio tragitto in questa vita schizofrenica, ho imparato due o tre cose:
primo, l'imbarazzo di un risveglio è di gran lunga preferibile alla solitudine di una notte;
secondo, probabilmente non passerò alla storia, ma passerò di sicuro su vostra sorella;
e terzo già che ci sono sarebbe bello vedere un po di pelo pubico, non pretendo una boscaglia stile playboy anni '70, mi basterebbe quel minimo di pelo da capire che non la sto leccando ad una bambina..." Hank Moody - Californication


Nella terra dei Lotofagi, il tempo gioca brutti scherzi, un giorno sogni, il giorno dopo il tuo sogno è diventato la tua realtà, sono stati i momenti migliori, se solo qualcuno mi avesse avvertito; sono stati fatti degli sbagli, dei cuori si sono infranti, si sono apprese delle dure lezioni; la mia famiglia va avanti senza di me, mentre io affogo in un mare di passere insepide; non so come ci sono arrivato, ma eccomi qui, a marcire nel caldo sole della California; ci sono cose che devo mettere a fuoco, se non altro per il suo bene, l'orologio batte le ore, il fossato si allarga, non c'è niente da fare, lei non mi vorra bene per sempre... Hank - Californication

mercoledì 21 ottobre 2009

Forse che si forse che no.

Riflettendoci...Voglio sposarmi!
Voglio condividere il resto della mia vita solo ed unicamente con una persona.
Da amare, rispettare e proteggere fino alla fine. Nonché da sopportare fino alla fine.
Voglio organizzare una cerimonia che resti nella memoria del mio paese. Con un migliaio di invitati. Parenti e conoscenti (di entrambe le parti) che giungono da ogni dove per condividere la nostra immensa felicità. Una cerimonia che duri una settimana intera, come da tradizione. Fatta di pranzi e cene, cene e pranzi, pranzi e cene senza soluzione di continuità. E balli, canti e danze popolari. Possibilmente anche fuochi d'artificio a suggellare l'evento.
Voglio dei bambini che siano il frutto del nostro amore e della nostra unione.
Dei bambini da accudire, da educare, da veder crescere, di cui esser fieri.
Dei bambini che mi sveglino ad ogni ora della notte, che facciano i capricci, che dicano le bugie e combinino qualche guaio.
Voglio veder crescere la mia famiglia in una splendida villetta a due piani, con uno splendido giardino che dovrò curare con perizia nei momenti liberi, perchè sia il più bello e rigoglioso di tutto il vicinato.
Voglio un cane, fedele amico, di cui dovrò occuparmi personalmente quando i miei figli, ormai grandi, non avranno più voglia di prendersi cura.
Voglio una monovolume, spaziosa e ricca di porta oggetti, sicura. Una fiammante monovolume in cui caricare moglie e prole per rispettare il calendario di famiglia:
1° domenica del mese: trasferta di un'intera giornata presso genitori di lei.
2° domenica del mese: trasferta di un'intera giornata presso miei genitori.
3° domenica del mese: trasferta di un'intera giornata presso genitori di lei.
4° domenica del mese: trasferta di un'intera giornata presso miei genitori.
* possibilità di una domenica ogni due mesi da passare "fuori porta". Gita di piacere.
Voglio invecchiare pieno di acciacchi ma felice accanto alla persona che ho portato all'altare decine e decine e decine di anni prima.
Voglio sorridere pensando a quel giorno, a ciò che è stata la mia vita, a come sarebbe stata altrimenti.
Riflettendoci...Credo che rimanderò tutto alla prossima vita!

mercoledì 14 ottobre 2009

....odi

Io Odio gli automuniti, le strade per far risparmiare tempo, i treni, l'autobus 23 ma sopratutto Babbo Natale!

lunedì 12 ottobre 2009

satira in umido

Sotto la pioggia fitta,
in un angolo della città,
esiste un luogo
dove si può vegetare,
dove ciò che non fà ombra
diventa il piatto del giorno.
Ancor più fitte
le parole, che gocciolano satira,
freddure ed ironia.
Oltre il viale,
c'è la mia auto in sosta,
spazzata dai nubifragi.
Confluendo verso essa,
osservo che,
la Poesia decade,
come foglie d'autunno,
lasciando spazio
alla prosa,
che poco a poco
tutto avvolge
nel suo avvolgibile.
Lì, dove
un mesto topolino
cerca il suo riparo.

venerdì 9 ottobre 2009

Lo Psico-barbiere

Tagliere i capelli è un arte. Ma se l'artista in questione è anche folle, allora uscirà fuori qualcosa del genere.
Dovevo tagliare i capelli, ahimè, e per la fretta sono entrato nel primo barbiere che ho trovato.
Non ricordo esattamente cosa mi è successo causa dello shock, solo alcuni frammenti. eccoli.
Appena entrato un taglio "normale" costava 9 euro e mezzo.
Arrivato il mio turno venivo circondato da un lenzuolo che conteneva capelli appartenuti penso a Napoleone. Forse hanno usato proprio il capello di quel lenzuolo per costatare la sua esatta morte...mah...
Poi l'unico barbiere al mondo che anzichè girare lui intorno a te, sei tu che giri come una trottola sulla sedia mentre lui sta fermo. A certo punto ho avuto il mal di barbiere...
Sciabolata dietro la testa con coltello colante di Alcol etilico...ancora mi brucia la testa...
Sconto a chiunque entrava indipendentemente dal motivo, anche per un informazione stradale si usciva con un pezzo di carta sul quale c'era scritto "sconto del 20%"
In quel momento il folle continuava a parlare da solo, ridacchiando sulle parole che sbagliava a pronunciare...
a quel punto dovevo andarmene!non appena vado a pagare il prezzo è sceso da 9 e mezzo a 8 euro, manco fosse agganciato all'indice Nasdaq, ma al mio rifiuto di usufruire dello sconto, il barbiere pazzo mi dice "ma ti faccio pagare di meno perchè c'è la crisi!"
Non potendo replicare a tali parole, forse potevo chiedergli sulla crisi " dopo i vari tagli statali, era forse arrivato anche il taglio sui tagli?" ma rischiavo di non andarmene più.
Morale della storia, se esiste, e che devo smettere di entrare a caso nei pubblici esercizi
dove il proprietario ti guarda con strani occhi e strane forbici in mano.

mercoledì 7 ottobre 2009

Ogni cosa ha il suo nome

Ogni cosa ha il suo nome...e il nome serve per dare subito un'immagine, un'idea, per far capire di cosa stiamo parlando....
Ci ho pensato per giorni: perchè la fellatio ha un nome comune, ovvero pompino, e il cunnilingus no? Se dico pompino, si crea subito un'immagine, un concetto, nella mia mente (e anche nella vostra, porcelloni!). Se dico cunnilingus, nella migliore delle ipotesi mi sento rispondere "cunniche????". E se vogliamo essere puntigliosi, la fellatio ha addirittura più di un nome comune! Tanto per fare un esempio consultate la voce "soffocotto" o "soffocone". Per ovviare a questa mancanza linguistica di uso comune, ho deciso di inventare un nome per il cunnilingus. Ovviamente per farlo ho dovuto chiedere aiuto allo Spiritello Porcello che vive in me, ovvero quella nube azzurrina che vive nel mio cervello e comanda ogni mia decisione, pensiero e azione!
Camminando per le strade di Roma, alzo gli occhi e leggo "Via Leccosa"....trovato! Leccosa....credo che renda pienamente l'idea! "Ti farei proprio una bella leccosa.." oppure "Mmm...come mi piacerebbe una leccosa!" o ancora "Come fai le leccose tu, non le fa nessuno!". Mi sembra che suoni bene, no? Ora bisogna solo portare il verbo in giro per il mondo....ma per questo ci siete voi!

Riinizia!


Stasera ore 23.00 Italia 1.

La Seconda serie.

sabato 26 settembre 2009

percezioni del vuoto

All'interno del vuoto,
sospeso a più di 11km di altezza,
contemplo il viaggio.
Zaino come bagaglio,
jazz come sottofondo.
per le strade catalane è
il secolo del jazz,
il secolo dove illustri
artisti
hanno colorato il mondo,
hanno improvvisato senza
una ragione,
elargendo
limpide visioni di libertà.
Il vuoto è gente seduta
al suolo ad ascoltare,
mentre dolcemente
scende la la notte

sabato 5 settembre 2009

Sulle note dell'acid jazz, on the road.

tratti da San Francisco Scene di Keurac.





mercoledì 19 agosto 2009

L'inferno dell'Interinale - canto III

Per me si va alla bnl,

per me si va nell’eterno colloquio,

per me si va tra la perduta gente.

La crisi mosse l’alta direzione,

come fece la divina popolare,

la somma intesa e la banca di roma.

Dinanzi a me non furon persone assunte,

se non indeterminate, e io determinato sono,

Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate.

Queste parole di parole oscuro

Scritte al sommo di un contratto interinale,

perch’io: Maestro il lor senso m’è duro.

Ed elli a me con contratto a progetto,

Qui convien lasciare ogni sospetto,

ogni titoli di studio convien che qui sia morto.

Noi siam venuti al loco ove io t’ho detto,

all’agenzia di lavoro interinale,

qui dove la gente ha perduto il ben dell’intelletto.

domenica 2 agosto 2009

Il superenalotto non è un gioco d'azzardo?

Il superenalotto di questi tempi è arrivato a cifre spaventose,
colpa del 6 che non esce, colpa di coloro che continuano a giocare
a scommettere di vincere un illusorio jackpot di oltre 110 milioni di euro.
Il vero vincitore di questo gioco è lo stato al quale viene versato quasi la metà
delle giocate effettuate da una singola persona, figuriamoci un intera nazione
e anche gente che viene dall'estero per giocare.
Vi dò qualche numero:
l SuperEnalotto è il gioco d’ azzardo a premi più difficile al mondo di tutti i tempi (l’ EuroMillions, che distribuisce pure premi molto ricchi, è giocato su meno numeri); centrare 6 numeri, ciascuno tra 1 e 90, rappresenta il record assoluto di probabilità matematica inferiore a tutti i giochi del mondo di questa tipologia, da sempre.

Punteggio su una colonna Probabilità di uscita
0 * 1 su 1,53
1 * 1 su 3,36
2 * 1 su 21,51
3 * 1 su 326,71
4 * 1 su 11.906,95
5 * 1 su 1.235.346,48
5+ * 1 su 103.769.105
6 * 1 su 622.614.630

Giocare d'azzardo alla roulette sarebbe molto più equo dell'"onestissimo" superenalotto.

Oltre poi alla difficilissima probabilità di vincita che si evince da sopra, il Superenalotto non è soltanto milioni di euro di premi ma anche, fra tutti i giochi pubblici, quello su cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati ne riversa infatti 49,5 allo Stato. Molto al di sotto gli altri, che in generale si attestano fra il 20 e il 30%, per non parlare delle scommesse sportive, la cui tassazione non supera il 5%. Tolto il prelievo erariale, il restante 50,5% viene così distribuito: 38,1% al montepremi, 8% al punto vendita, 4,4% a Sisal. Le vincite non sono tassate, vorrei vedere!

Ora immaginate che negli ultimi due anni la percentuale di spesa al superenalotto è salita molto più del 100% mentre sono calate vistosamente tutte le altre voci della spesa, frutto delle crisi economiche più recenti. In più da qualche mese le giocata grazie al jackpot milionario aumentano di !/3 ogni settimana, questo che vi fà pensare? chi vincerà alla fin fine?

sabato 1 agosto 2009

LA VITA SESSUALE IN EUROPA


Una nave si sbatte in mezzo all'oceano e i superstiti rimangono in un'isola deserta. Sulla nave c'erano:

a) 2 italiani ed 1 italiana

b) 2 francesi ed una francese

c) 2 tedeschi ed 1 tedesca

d) 2 greci ed 1 greca.

e) 2 inglesi ed una inglese.

f) 2 bulgari ed 1 bulgara.

g) 2 svedesi ed una svedese.

h) 2 irlandesi ed una irlandese.

i) 2 argentini ed una argentina.

j) 2 catalani ed una catalana.

k) 2 andalusi ed una andalusa.

l) 2 baschi ed una basca.

Un mese dopo, in quella bella e deserta isola, la situazione era....


a) Uno degli italiani ha ammazzato l'altro per la ragazza

b) I due francesi e la francese vivono insieme felici in un "ménage a trois".
c) I due tedeschi seguono uno stritto orario in cui s'alternano per stare con la tedesca.

d) I due greci dormono insieme e la greca pulisce e cucina per loro.

e) I due inglesi aspettano che qualcuno presenti loro la ragazza inglese.

f) I due bulgari hanno guardato prima l'oceano infinito, hanno guardato poi la ragazza bulgara, e hanno infine deciso di mettersi a nuotare.

g) I due svedesi contemplano la possibilità del suicidio, mentre la ragazza svedese rompe loro le palle che il suo corpo appartiene solo a lei e discorsi sulla vera natura del feminismo. Almeno non nevica e le tasse sono basse.

h) Gli irlandesi hanno cominciato dividendo l'isola in Regione Nord e Regione Sud, e hanno installato una distilleria. Non ricordano se c'è sesso alla vista, perché da quando hanno prodotto i primi litri di whisky di cocco, c'è una sorta di nebbia che copre tutto. Almeno son sicuri che gli inglesi non hanno alcun tipo di attività sessuale.

i) Dopo un po', è stata trovata la ragazza argentina annoiata in un angolo dell'isola, pulendosi le unghie con un rametto. Risulta che gli argentini non le danno più retta, e passano il giorno a parlare di calcio e di come sono bravi a far l'amore.

j) Il fatto differenziale dei catalani è consistito a noleggiare la catalana agli svedesi, e utilizzare questi soldi per finanziare agli irlandesi una pianta di distillato nella loro parte dell'isola, dove lavorano a condizione che le bottiglie di whisky di cocco abbiano le etichette anche in catalano. Non scopano ma hanno risparmiato una marea di soldi in profilattici.

k) Gli andalusi s'alternano per rimanere una notte con la ragazza andalusa e l'altra uscire di festa con gli irlandesi e parlare male degli inglesi, italiani, francesi, tedeschi e ovviamente (e sopratutto) dei catalani. Sono riusciti a far che gli irlandesi tralascino i catanali e distillino una varietà di 'fino di cocco'. Subito hanno organizzato un calendario di feste nella sua isola: feria de Abril, Semana Santa, Carnaval, Giorno di Andalusia nell'Esilio...

l) I baschi passano il tempo tagliando gli alberi di cocco, alzando le pietre, facendo boicot agli andalusi e per quanto riguarda il sesso, s'ammazzano a seghe: inanzitutto indipendenza!

mercoledì 22 luglio 2009

beat stop

percorro insolite traiettorie,
attraversando pochi lucidi momenti di follia,
decidere una guida,
una strada,
un luogo,
sapendo che in nessun posto
esisti.
I pensieri passo dopo passo
diminuiscono di tono,
sbiadisce
la mia immagine
nel percorso,
chiunque sia,
dovunque mi trovi,
sono fermo
sul ciglio della strada,
ad attendere
di trovar la strada giusta
per potermi perdere.


Il potere è stare in piedi all'angolo di una strada senza aspettare nessuno. (Gregory Corso)

lunedì 20 luglio 2009

sold out

é ora di dire basta alle frasi d'amore su facebook!
é ora di dire basta ai squallidi proclami!
ai vergognosi video, ai pedaggi autostradali, agli hotel con i letti a castello!
basta anche al concerto sold out, alla birra a 5 euro
ed alla salerno-reggio calabria, basta davvero!
smettiamola anche con la politica corrotta e il calcio malato,
ai panini gommosi dell'autogrill, ai matrimoni in grande stile,
ed ai testimoni che hanno il sacrosanto diritto di non ballare!
Mi indigno per gli ingorghi vacanzieri, per i mezzi senza aria condizionata
e per gli scorrimano che vanno sempre più veloce del tapirulan!
sono stufo dei centri commerciali presi d'assalto l'estate,
delle file alle poste, delle compagni low coast!
è possibile che per andare a stoccolma devo transitare da mosca?
basta ai concorsi assurdi della pubblica amministrazione,
ai contratti precari,
alle campane che suonano alle 21:00 in punto!
fermiamo il pensiero per dire che nel desiderare
nuove libertà, dimentichiamo quelle che già abbiamo,
c'è posto?
mi dispiace, è tutto sold out!

giovedì 16 luglio 2009

Effetto infernale


Canto III - Inferno

Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l'etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e 'l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".

Queste parole di colore oscuro

vid'io scritte al sommo d'una porta;

per ch'io: «Maestro, il senso lor m'è duro».

Ed elli a me, come persona accorta:

«Qui si convien lasciare ogne sospetto;

Noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto

che tu vedrai le genti dolorose

c'hanno perduto il ben de l'intelletto».

Ogni volta che vado a lavoro ho la stessa immagine
dantesca.. l'unica differenza tra i due
è l'aria condizionata..all'inferno è sempre accesa!

mercoledì 8 luglio 2009

vergogne italiche

Vorrei spendere solo due parole, per qualcosa che non varrebbe la pena nemmeno di commentare.
In questi giorni quei pagliacci verdi che non sono altro che un ammasso di luridi idioti razzisti, al secolo, La lega nord, non finiscono mai di toccare il fondo.
Dopo aver partorito avanzi di galera che oltretutto fanno i ministri, parlamentari e euro-parlamentari, cosa che solo in un paese in cui Berlusconi è presidente può succedere, come dicevo ecco ora l'insulto cantato ai napoletani.
Il "signor" Matteo Salvini, euro-deputato, già artefice della famosa trovata in occasione della presentazione dei candidati milanesi della lega nord alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009, che ha proposto di usare vagoni della metropolitana di milano riservati per donne e milanesi: "Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi", frase disumana che poi Berlusconi prontamente ha dichiarato che si trattava solo di una battuta. Lo squallore si commenta da solo. Il tipo, in questi giorni, ha intonato poi una canzone inutile quanto razzista verso i napoletani in occasione di un raduno di cretini vestiti di verde.
Ora per spendere altre parole con queste porcherie, vorrei solo far notare la gravità della cosa e non permettere mai che il disprezzo di questi individui verso gli altri divenga un pensiero dominante, e se non sarebbe il caso che questo "piccolo" paese si dia una svegliata affinchè non si faccia mortificare, più di quanto già non lo sia.

domenica 5 luglio 2009

sound track

Where is my mind?!
A volte c'è da chiederselo...

venerdì 3 luglio 2009

Notte Luogo-non Luogo

Capita di rado di passare serate estreme, da qualsiasi punto le si guardi.
In primo luogo-non luogo, iniziare la serata con una brillante commedia teatrale-musicale e finire in uno strip club rende le cose davvero confuse. Addii al celibato inclusi.
Una serata dettata dalla follia, quella del teatro, quello dell'ironia, della metafora e della satira.
Un teatro che va oltre il palcoscenico, che pian piano avvicinandosi al cuore della notte si espande.
Luci psichedeliche in ambienti sterili, creano l'atmosfera giusta per lo spettacolo, per la visione.
Nudità femminili, astuti giochi erotici creano il resto, alimentando le pseudo-fantasie degli avventori.
Spogliati moralmente delle coscienze ci si presta al gioco, in fondo è solo una notte da addii.
Poche parole e confuse immagini, ci portano ad attraversare confini di squallore in un luogo dove solo per errore porta il nome di una nota città americana del vizio.
Non ho idea dove sia realmente il luogo e il non luogo, forse sono frammenti spazio-temporali della nostra delirante mente, dove solo chi possiede un profondo tedio può raggiungere.
Eppure dopo aver gettato denaro ed assistito a oggetti luminosi che man mano scomparivano, mi sono domandato se in fondo non era meglio una semplice birretta.
Chiedevo solo il giusto.

domenica 28 giugno 2009

monologhi

Fumi stranamente alcolici
ci accompagnano nelle notti romane,
vari discorsi distorti,
stati canaglia alternati ad ambientazioni sessuali.
Biglietti da visita tra le dita,
diverse tonalità musicali,
eccessi e vizi,
storie dissolute
che nella pancia del serpente
prendevano forma,
per poi dissolversi in un bicchiere di rum.
E poi Lei, la regina
dei monologhi
sulla vagina.

venerdì 19 giugno 2009

obiettivi dell'altro mondo

La priorità principale è arrivare a settembre. Possibilmente vivi.
In questa minestra riscaldata chiamata città è chiaro che il delirio è ai massimi storici.
Perchè cercare un centesimo di resto con tale accanimento? perchè darsi delle arie quando hai appena cominciato a portare il pannolone? perchè qualcuno pagato da qualcun'altro vuole illustrarti i tuoi diritti sacrosanti ma mentre lo fà non si assume nessuna responsabilità se i tuoi diritti vengono lesi solo perchè sei l'ultimo bottone della patta dei pantaloni del capitalismo?
Sono solo farfugliamenti dovuti alla calura della mia stanza, con temperature vicine a quelle solari, in pratica la mia camera tra le 12 mattina fino alle 4 di notte si tramuta in una supernova.
Obbiettivo secondario: cercare di stanare Aurelio. Ovviamente bisognerà riesumare il corpo, ma ci stiamo lavorando.
Stoicamente si tiene duro, cerimoniali, brevi apparizioni, festival sperati, viaggi annullati, concerti mancati, siamo in una estate 2009 ad alta tecnologia e poca magia.
Aumentano gli strumenti di comunicazione e paradossalmente il mondo smette di comunicare.
Su marte ancora si telefonano a gettoni, magari sarà difficile trovare una cabina telefonica e cambiare moneta ma è il mio prossimo obiettivo.
La prima banca marziana.
omaggi

lunedì 15 giugno 2009

(da "L'immortalità")

Il mondo è giunto
all'orlo di un confine:
se lo supererà, tutto potrà trasformarsi
in follia, la gente
andrà per le strade con
una violetta in mano oppure
si ammazzerà al
primo incontro.
E basterà poco,
una goccia d'acqua,
per far traboccare il bicchiere:
magari che sulla strada ci sia una
sala macchine
un solo uomo, o un solo decibel in più.
C'è una specie di
confine quantitativo
che è vietato superare
ma nessuno lo sorveglia
e probabilmente
nessuno sa che esiste.

giovedì 11 giugno 2009

Paradossi



Questo spezzone tratto da californication (mitico Hank!) riassume cinicamente il perchè il popolo appoggia sia politicamente sia civilmente stupide idee e puerili influenze. Non vorrei sfoderare lampanti
discorsi in merito alla questione, però vi faccio rammentare su una frase estrapolata da un contesto alcolico fatto da italiani ubriachi in un quartiere a luci rosse francese mentre cercavano di stabilire contatti con i vari esercizi del luogo:

Ragazzi siate più comunicativi però!!!

ps. in tutto questo anche noi ci disgustiamo profondamente per questo blog.

lunedì 8 giugno 2009

Ancora un clistere

Sono un coglione. E più o meno fiero d'esserlo.
Ma in questo sfortunato paese ci sono ancora 2 milioni 700 mila italiani che, per una strana anomalia genetica, al posto dell'encefalo hanno un orifizio anale sotto l'effetto di una massiccia dose di guttalax.
La cosa che m'indispone di più non è la conferma dei risultati delle politiche del 2008 in Italia(anche se la grande quantità di voti presi dal pdl nel sud e nelle isole mi fa particolarmente fumare una determinata zona a sud dell'ombelico), neanche la diffusa sfiducia degli elettori europei verso le politiche di sinistra(che pur dovrebbe far seriamente riflettere).
Ciò che mi angoscia maggiormente è, ancora una volta, il crescere delle percentuali e dei seggi a favore di partiti xenofobi di estrema destra.
In questo infausto giorno voglio sentirmi un pò svedese: il "partito dei pirati" che fa riferimento al sito di file sharing The pirate bay ha raggiunto il 7% dei voti.

Nausea

Provo una certa forma di disagio quando nel tardo pomeriggio, di ritorno a casa stanco dopo una giornata in università, la mia parte intollerante, solitamente sopita, prende bruscamente il sopravvento in un'eruzione di violenza.
Il tutto prende forma quando, varcate le porte della metro, mi ritrovo immerso in un informe e nauseabondo ammasso di carne in putrefazione.
E' nel bel mezzo di questi effluvii di morte che resto basito da me stesso, riuscendo ad odiare profondamente i miei simili.
Ma il culmine giunge quando uno di questi primati che spicca per sgradevolezza, nel goffo tentativo di uscire dal vagone, mi sventaglia sotto il naso la sua ascella di Pandora.
In quel frangente bramo con tutto me stesso di vestire i panni di Michael Douglas e vivere il mio glorioso attimo di ordinaria follia.
Non chiedo molto...

sabato 6 giugno 2009

giovedì 4 giugno 2009

We hate them

Le persone o presunte tali che in questo blog non ci vanno proprio a genio:
  • il cognato : uomo altamente disprezzabile per i suoi inutili quanto fastidiosi consigli relativi a qualsiasi argomento, sport di squadra o semplice cena fuori. Storicamente, nell'antica babilonia egli era rappresentato graficamente come un essere metà romanista metà vecchio, dal quale spuntano fuori velenosi serpenti dalle caverne orali dalle quali fuoriuscivano parole che al solo udirle ti inferocivi come un serial killer al quale viene negato l'uso dei vicoli oscuri e dei parchi in piena notte. Il cognato assimilato per analogia anche fisica al dio greco Pan, emette strani rumori anche quando se ne potrebbe star zitto e anzichè aiutare a ristabilire l'armonia tra le cose, dandosi una mossa, tende a incattivire qualsiasi essere vivente che gli capiti a vista.
  • Cataldo: Odioso co-proprietario di un ristorante a quattro stelle, nel suo menù tra le specialità servite ci sono: spiegazioni non richieste e sopratutto incomprensibili circa un rum imbottigliato chissà dove, gentilezza e prontezza nel servire vini e altre bevande che poi si tramuta in feroce ironia che poi a sua volta sfocia in un mega conto al tavolo senza precedenti, senza tenere conto dei rapporti di parentela di altri soci. La miglior cosa da fare è l'indifferenza e sprezzo estremo, anche se qualcuno di noi si è profuso in baci dal sapor tradimentoso.

Quindi i cognato e i cataldo non sono i benvenuti ma dopotutto siamo democratici e dallo spirito compassionevole pertanto cercheremo di venire loro in contro, magari armati fino ai denti.

mercoledì 3 giugno 2009

travel

Hola a todos!

Il primo pensiero all'apertura di questo blog lo dedichiamo al viaggio in tutte le sue forme, iniziamo con una poesia nella quale si tenta di raccontare l'essenza del viaggio itinerante sia di quello spirituale, tra le strade di Roma, Barcelona e Parigi.
Vorremmo condividerlo con i lettori di questo blog (se ma ci saranno). Per voi:

On the road

C’è qualcosa di mistico in tutto questo girovagare,
qualcosa di Beat.
Eravamo quattro, sei, uno. Paris, Barcelona, Rome.
C’è un filo conduttore tra queste città,
Ci sono città che racchiudono storie, segreti e misteri.
Our Man in Paris.
Il pendolo oscillava verso la soluzione dell’enigma,
mentre la statua della libertà osservava in silenzio.
ma da dove inizia il viaggio?
Forse dalla dissoluta Pigalle,
che ti inghiottisce nei suoi colori,
nelle sue insegne luminose,
dove strane ombre promettevano piacere.
Oppure dalle strane notti a Montmartre,
dove nei bar, nei locali nascosti dai fumi dell’alcol,
si celavano arcane parole di pazzi ubriachi.
Che dire della Torre,
spavalda e scintillante nel suo vestito da sera,
assorta nei propri pensieri,
che nessuno può penetrare.
Le Champs-Élysées come el Passeig de Grazia,
la collina del Sacré-Ceur come il Tibidabo.
Perso nel buio del barrio gotico,
cerco la redenzione in un frenetico e soffocante jazz,
il quale per un attimo dà forma alle cose.
Barcelona posa’t guapa.

lunedì 1 giugno 2009

Welcome Crazy Bloggers

Benvenuti al neo blog nato dalla fusione di due menti perverse, che a un certo punto del pomeriggio non avevano un cazzo da fare. D'ora in poi tratteremo argomenti strani, irriverenti, vendicativi, angosciosi oppure parleremo della vita mondana dei nostri inquilini.
A presto.