domenica 27 dicembre 2009

2010 beats!


Alla lunga uno potrebbe stancarsi. Alla lunga diventerebbe una noia mortale. Ma di cosa stiamo parlando? Della cicogna, della vita, della famiglia di fronte casa.

Dopo un anno frammentato dal precariato e dall'intermittenza della mia lampadina vorrei fare qualche riflessione.

Sulle feste per esempio, esse sono nel pieno del loro vigore, racchiuse in una bolla di sapone, treni che non arrivano mai, auto sempre in coda, corse per gli ultimi acquisti natalizi. Forse mi sbaglierò, ma ho visto babbo natale in fila per chiedere la disoccupazione, se fossi lui lo capirei, stressato com'è, non riesce ad arrivare a fine mese. Questo perchè ha un contratto dove c'è poco da stare allegri, lavora solo una volta l'anno!

Meno male la befana fà qualche straordinario il 6 gennaio, ma tutto non basta..

Forse potremmo fare un altro natale a ridosso di giugno per anticipare le vacanze, cosi da permettergli di andare in ferie, anche se con l'approvazione della nuova finanziaria approfittando dello scudo fiscale, potrebbe ritirarsi in un paradiso fiscale per sempre. Detassare le strenne, questa è la svolta.

A proposito di regali, sapete qual era il mio regalo più grande? vedere un treno arrivare puntuale, ma ciò non è stato. Pazienza.

Vorrei solo pensare che il nuovo anno non segua il programma delle ferrovie e che soprattutto non coincida con l’ultimo giorno dell’anno.

Un Buon anno a tutti precari del mondo compreso babbo natale.

mercoledì 16 dicembre 2009

La Belgique


from Charleoi.
To Bruxelles,
In Bruges.
Immersi nella morsa del freddo,
il weekend belga è quasi surreale,
come una favola che racchiude visioni,
persone,
atmosfere.
Un turista che riposa lungo la strada dei pub,
qualcuno che osserva la vita seduto sul tetto a punta,
altri mangiano le frit seguiti da escargos fumanti.
Nel cuore delle fiandre scorre un treno,
stancamente costeggia la strade,
costellate
Da mulini a vento,
laghi artificiali,
ed imponenti edifici gotici.
Lì nel bel mezzo dell’Europa,
tutto accade,
è tutto, impercettibilmente,
và alla ricerca dell’Idea
comune.

mercoledì 2 dicembre 2009

Il fascino della partita sotto la pioggia.

Tutto inizia col fregarsene delle previsioni del tempo.

Arriva una richiesta di una normale partita di calcio, ma non lo è. All’inizio di una giornata piovosa fino al minuto prima di giocare c’è il rimbalzo della domanda fatidica: ma si giocherà o no?.

Dubbi che svaniscono non appena si calca il campo da gioco. La pioggia incessante copre il campo, ognuno veste come può per coprirsi almeno inizialmente dallo scroscio d’acqua che diventa protagonista della partita.

Dopo il calcio di inizio quasi per magia tutto scompare, la pioggia diventa una sensazione strana, ti riporta alla mente un intreccio di ricordi, tempi in cui la pioggia era amica. L’inverno nella sua forma liquida, ti attrae, ad ogni azione sembra rivivere epocali partite disputate sotto la pioggia, o grandi giocate di campioni che sotto diluvi facevano impazzire la folla.

Semplicemente il fascino della pioggia si nasconde sui volti delle persone, l’acqua lava via il sudore, fa scivolare via i pensieri, ti trasporta al presente, dove esiste l’attimo, il contorno sbiadisce e tutto diventa quasi irreale.

Dalle prime battute sai che non sarà facile, si deve correre il doppio, l’equilibrio gioca un ruolo fondamentale, il terreno cede ad ogni tuo passo, il pallone viscido schizza via ad ogni rimbalzo, cercare di stopparlo diventa un’impresa, ma quando si inventa una traiettoria impazzita il pallone schizza per tre volte sulla traversa, allora capisci che non è una partita normale.

Nel suo svolgimento, il fisico diventa più importante della la tecnica, e quando improvvisamente in una volata palla al piede e nonostante il campo e la carica avversaria riesci a colpire a rete, scivolare sulle pozzanghere sembra quasi una liberazione.

Alla fine delle ostilità, stanchi dalla fatica, coperti di pioggia e fango come in una partita di rugby, c’è un clima di strana euforia, perché si è convinti che è stata una partita carica di sensazioni, intensa ed umida fino al midollo.

Diciamocela una volta per tutte giocare sotto la pioggia è un’altra cosa.