domenica 31 gennaio 2010

Paradossi all’incontrario

Le 9.35 del pomeriggio,

oggi il mio vuoto è in piena forma.

nella città cupa risplende un cielo terso,

i barboni fanno colazione da tiffany,

e i signori dormono nelle metropolitane.

Le strade della città sembrano vuote nonostante gli ingorghi,

i pendolari non pendolano più,

i treni partono in orario,

e gli autobus sono colmi di nessuno.

Una piovra guida un taxi, che ti porta

Solo dove vuole lei,

Dio è una foglia, una pietra, un bruco,

e una farfalla,

in ogni sua forma tutti credono in lui.

Vivo in un piccolo angolino del mondo,

fumo quando ho sete,

bevo se non ho nulla da fare,

e il tempo scorre, defluendo da una fontanella,

quando rimango senza, ne raccolgo un po’.

Il paradosso di un mondo imperfetto

È soltanto pensare al contrario,

è come essere conformisti all’anarchia,

mentre la memoria scompare,

nel mio futuro, che ho già vissuto,

ti aspetto, ovunque tu sia.

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